Denominata come l’omonimo torrente che la attraversa, la valle del Lys è un luogo che trasuda storia: fu infatti colonizzata nel Medioevo dalla popolazione Walser, che qui lasciò tracce profonde nella lingua, nell’architettura e nelle tradizioni culturali.
Nota anche come valle di Gressoney, la valle del Lys è un gioiello ancora poco battuto dal turismo di massa, in cui si respirano antiche tradizioni e una sorprendente ospitalità.
In questa guida trovate un po’ di spunti su cosa vedere e fare nella valle del Lys, tra borghi incantati, escursioni panoramiche e curiosità che (forse) non conoscevate!

Dove si trova la Valle del Lys?
La valle del Lys è situata nella parte più orientale della Valle d’Aosta, ed è facilmente raggiungibile in auto sia dal Piemonte che dalla Lombardia, grazie alla vicinanza con l’uscita autostradale di Pont-Saint-Martin.
Da Genova a Pont-Saint-Martin ci vogliono poco più di 2 ore.
Valle del Lys cosa vedere
La valle del Lys si estende da Pont-Saint-Martin fino ai piedi del Monte Rosa, attraversando i comuni di Perloz, Lillianes, Fontainemore, Issime, Gaby e terminando con Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité.
Lungo il percorso si attraversano ambienti molto diversi tra loro: dai vigneti terrazzati ai castagneti, dai boschi di conifere alle praterie alpine, fino a giungere ai maestosi ghiacciai del Monte Rosa.
Pont-Saint-Martin
Pont-Saint-Martin è un borgo che un tempo rappresentava uno dei centri industriali più attivi della Valle d’Aosta. Oggi è celebre soprattutto per il suo imponente ponte romano, simbolo della località, che sovrasta il torrente Lys.

Si tratta di un elegante ponte a singola arcata, sospeso a circa 20 metri sopra il corso del torrente. L’arco, costruito con cinque file indipendenti di conci, ha resistito per oltre duemila anni alle frequenti e violente piene del Lys, grazie all’ingegnosa tecnica costruttiva romana.
Da vedere a Pont-Saint-Martin i ruderi del castello medievale, appartenuto alla famiglia omonima, e la casaforte ben conservata nel centro del borgo, conosciuta localmente come “l’Castell”.
La casaforte è visitabile al weekend nei mesi di luglio e agosto senza prenotazione (orario di apertura 14:30-17:30, ingresso libero). Per informazioni: biblioteca comunale tel. +39 0125.807793.
Appena fuori dall’abitato, in posizione leggermente elevata, si trova la chiesa di Fontaney, fatta erigere dalla famiglia Vallaise. L’edificio è una fedele riproduzione in scala ridotta della cattedrale di Aosta, e merita una visita per la sua eleganza architettonica e il contesto paesaggistico in cui è inserita.
Perloz e il villaggio di Chemp
Perloz è uno dei borghi storicamente più rilevanti della valle del Lys.
Un tempo considerato il comune più importante della vallata, fu sede della potente famiglia Vallaise e della prima chiesa della valle, celebre per l’affresco del Giudizio Universale che ne decora la facciata.
Il territorio di Perloz è aspro, caratterizzato da ripidi pendii terrazzati sostenuti da muretti a secco, testimonianza della tenacia contadina di un tempo. Numerosi villaggi sparsi sono incastonati tra i boschi di castagni, a diverse quote, spesso in posizioni spettacolari.

Tra questi, spicca il villaggio di Chemp, una vera perla nascosta. Raggiungibile a piedi o attraverso una stretta strada carrozzabile che si inerpica tra le montagne, Chemp si trova su un promontorio erboso sospeso tra pareti rocciose modellate dai ghiacciai.
Negli ultimi anni, Chemp si è trasformato in un museo a cielo aperto grazie all’iniziativa dell’artista Angelo Bettoni e di altri scultori, che hanno disseminato nel villaggio opere in legno e pietra perfettamente integrate nel contesto rurale. Vai all’articolo completo su Chemp.
Lillianes
Lillianes è un comune che si estende lungo i pendii della bassa Valle del Lys, caratterizzato da un capoluogo situato nei pressi del torrente e una costellazione di villaggi montani sparsi sui fianchi della valle.

Alcuni di questi nuclei, come il pittoresco villaggio di Varfei, raggiungibile sia a piedi che in auto, preserva la sua autenticità. Ancora visibili i suoi granai, costruiti in legno e pietra, usati per conservare cereali e alimenti.
Il territorio di Lillianes è dominato dalla massiccia presenza di castagneti secolari, alcuni dei quali risalenti a oltre 300 anni fa.
Fino al secolo scorso, il castagno era considerato “l’albero del pane”, poiché rappresentava la base dell’alimentazione per molte famiglie montane. Gli alberi venivano innestati e curati con grande attenzione, e le varietà coltivate servivano a usi differenti: consumo fresco, essiccazione, affumicatura o trasformazione in farina.
Dopo la raccolta, le castagne venivano battute, selezionate e messe a essiccare nei metati (piccoli essiccatoi in pietra), quindi affumicate o macinate per ottenere una farina nutriente con cui preparare polente, zuppe e un tipo di pane dolce e calorico, fondamentale nei mesi invernali.
Oggi questa antica filiera è stata in parte recuperata grazie all’attività della Cooperativa “Il Riccio” di Lillianes, che riunisce i conferitori locali per raccogliere, lavorare e commercializzare castagne e derivati.
Ogni anno, a fine ottobre, Lillianes celebra la castagna con una delle sagre più antiche della Valle d’Aosta, mantenendo viva una tradizione agricola millenaria.
Durante la Castagnata, il paese si anima con degustazioni e musica tradizionale, e anche il Museo della castagna apre le sue porte ai visitatori. Più informazioni sulla Castagnata di Lillianes qui.
Valle di Gressoney: Fontainemore

Il paese di Fontainemore sorge lungo il torrente Lys, in un punto dove una stretta fenditura tra due rocce ha permesso la costruzione di un caratteristico ponte che collega la chiesa parrocchiale al centro abitato.
Da vedere all’interno della chiesa di Fontainemore, dedicata a San Antonio Abate, la statua della Madonna Nera, cha ha un legame simbolico con il santuario mariano di Oropa, anch’esso noto per la sua Madonna Nera.
Storica la processione che ogni cinque anni porta i fedeli da Fontainemore al Santuario di Oropa lungo la mulattiera che attraversa il Colle della Balma situato all’interno della Riserva naturale del Mont Mars (un’area protetta che conserva ambienti particolari, tra cui numerosi laghi e zone umide d’alta quota).
Cos’altro fare a Fontainemore? Sicuramente percorrere il “Sentiero della Volpe”, un percorso ad anello pensato per far scoprire le attrazioni più importanti del paese, percorrendo mulattiere e sentieri immersi tra faggi e castagni, dove si nascondono simpatiche sculture in legno.

Un libretto-gioco per bambini accompagna inoltre la passeggiata, proponendo una serie di indovinelli a cui i bimbi devono rispondere, mantenendo alto il loro coinvolgimento e – perché no – stimolando a camminare anche i più pigri. Vai all’articolo completo.
Issime e Gaby
Risalendo ancora la valle del Lys, si incontrano Issime e Gaby dove si respira la vera cultura Walser, ancora viva tra le architetture e le usanze. Qui si ammirano ancora le antiche case (Stadel) del ‘500, costruite in legno e pietra.
Issime è il centro più rappresentativo della cultura walser in cui, ancora oggi, si parla il titsch, l’antico dialetto germanico. Da visitare a Issime la chiesa parrocchiale di San Giacomo, con lo sfarzoso altare ligneo barocco, e il Centro di documentazione walser che racconta la vita quotidiana, i costumi e le radici di questa comunità unica.
Poco sopra si trova il paese di Gaby con la chiesa di San Giovanni Battista, il cui campanile romanico si staglia tra i tetti scuri delle baite. Passeggiando nei villaggi sparsi, si scorgono antichi rascards e grange, edifici rurali sospesi su pilastri di pietra, costruiti per proteggere i raccolti dall’umidità.
A breve distanza da Issime sorge poi il vallone di San Grato che offre altri splendidi esempi di architettura walser.
Ma chi sono i Walser?

I Walser sono una popolazione di origine germanica che, tra il XIII e il XIV secolo, migrò dalle alte valli del Vallese svizzero verso diverse aree delle Alpi, tra cui la Valle del Lys. A spingerli verso nuove vallate alpine, fu la necessità di trovare nuovi pascoli, terre da coltivare e condizioni di vita più stabili.
Tra gli elementi più caratteristici della loro cultura vi sono le case tradizionali “a fungo”, costruite in legno su robusti pilastri di pietra che sollevano la struttura da terra per proteggerla dall’umidità e dai roditori.
Ancora oggi, i Walser sono riconoscibili per la loro lingua (come il titsch), i costumi tradizionali e una cultura profondamente legata alla montagna e alla solidarietà comunitaria.
A Issime il titsch viene ancora insegnato nelle scuole!
Gressoney-Saint-Jean: il borgo da fiaba

Gressoney-Saint-Jean è il borgo da fiaba della Valle del Lys.
Passeggiando nel centro storico, tra case in pietra e legno con balconi fioriti, si possono ammirare le tipiche architetture walser e scoprire piccoli angoli ricchi di storia.
Poco sopra il paese si erge il fiabesco Castel Savoia, residenza estiva della regina Margherita di Savoia, che può essere raggiunto dal centro percorrendo la cosiddetta “Passeggiata della Regina”.

A due passi dal centro, si trova anche il Lago Gover, il luogo ideale per un picnic in famiglia con vista sul Monte Rosa.
Agli amanti del trekking, infine, consigliamo l’Alpenzu Grande, un antico villaggio walser d’alta quota, raggiungibile a piedi su un sentiero un pochino ripido ma breve. Vai all’articolo completo su Gressoney-Saint-Jean.
Cosa vedere nella valle del Lys: Gressoney-La-Trinité
Gressoney-La-Trinité, ultimo paese della valle del Lys, è immerso in uno scenario pittoresco ai piedi del Monte Rosa.
In estate si possono esplorare splendidi sentieri d’alta quota, mentre d’inverno il comprensorio sciistico Monterosa Ski, uno dei più vasti d’Europa, offre chilometri di piste spettacolari collegate a Champoluc e Alagna.
Gressoney-La-Trinité inoltre offre un tuffo nella cultura locale con il Museo Walser, che racconta la vita e le tradizioni di questo antico popolo alpino. Trovate i giorni di apertura qui.
Da non perdere infine la passeggiata all’Alpenzu Piccolo, dal quale raggiungere facilmente l’altro villaggio walser Alpenzu Grande attraverso un sentiero a mezza costa lungo 3 chilometri.
Il sentiero, contrassegnato dal simbolo W, parte nei pressi della località Lysbalma di Gressoney-La-Trinité.
Cosa mangiare nella Valle del Lys
La cucina della valle del Lys porta con sé l’eredità della cultura walser, i cui piatti raccontano una vita di montagna semplice ma ingegnosa.
Si possono assaporare zuppe sostanziose, preparate con pane di segale, verza e formaggio, proprio come si cucinavano un tempo nei forni comuni dei villaggi. Non mancano i formaggi d’alpeggio e i salumi stagionati come il lardo e la mocetta, pensati per conservarsi a lungo, qualità fondamentale in un ambiente spesso ostile.
A completare il pasto, ci sono poi dolci semplici ma sempre nutrienti, realizzati con ingredienti locali come farina di segale, castagne o noci.
Dove dormire

Che si tratti di un rifugio ricavato in un’antica casa walser o di un hotel con comfort moderni, dormire nella valle del Lys è sempre un’esperienza immersiva nella natura e rigenerante. Potete trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze sul portale di prenotazione Booking – Confronta qui le offerte.
Quando andare nella valle di Gressoney?
Ogni stagione nella valle di Gressoney regala un’esperienza diversa: dalle profumate fioriture primaverili, alle escursioni estive, ai suggestivi colori dell’autunno, fino agli sport invernali nel vasto comprensorio Monterosa Ski. E una volta visitata, scoprirete che ogni scusa è buona per ritornare!
Si conclude qui la nostra guida sulla valle del Lys, sperando di aver offerto spunti utili a chi si avvicina per la prima volta a questo angolo affascinante di montagna.
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